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FEB
23
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Agroalimentare, accordo Ue-Canada ma il CETA non piace a tutti

Agroalimentare, accordo Ue-Canada ma il CETA non piace a tutti

Neanche il tempo di dimenticare il famigerato TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) che all’orizzonte è apparso il Comprehensive Economic and Trade Ageement (CETA).

Il Parlamento Europeo infatti ha approvato l'accordo economico e commerciale tra Unione Europea e Canada. L'intesa prevede un taglio definitivo al 92% dei dazi a cui sono sottoposti i prodotti agroalimentari europei che entreranno in Canada, nonché il riconoscimento e la tutela di 143 prodotti a indicazione geografica, di cui 41 italiani.
Il CETA non rimuoverà le barriere doganali per i servizi pubblici, i servizi audiovisivi e di trasporto e per alcuni prodotti agricoli, come ad esempio i prodotti lattiero-caseari, il pollame e le uova.

PRO E CONTRO - Come era prevedibile l’intesa transoceanica ha suscitato pareri favorevoli e critiche tra gli addetti ai lavori.
Se il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda ha definito l’accordo tra Ue e Canada un’eccellente notizia, il coordinatore di Agrinsieme Giorgio Mercuri ha spiegato che il Canada “rappresenta un mercato di sbocco di grande rilievo, con opportunità importanti in particolare per il comparto lattiero-caseario, vitivinicolo e ortofrutticolo”. Agrinsieme ha sottolineato come nell'ultimo anno - tra prodotti agricoli, cibi e bevande- le esportazioni italiane in Canada hanno superato i 640 milioni di euro e, dal 2000 a oggi, sono cresciute del 39%.
A Strasburgo non sono mancate le proteste di alcuni sindacati e produttori agricoli. Secondo i manifestanti il CETA consentirebbe di fare entrare in Europa prodotti attualmente vietati come gli ogm, ma consentiti nel mercato nord americano.
Carlo Petrini, fondatore del movimento Slow Food ha sottolineato, in un articolo apparso su La Repubblica, come in pochi mesi siano state raccolte 3,5 milioni di firme contrarie all’intesa: il provvedimento proteggerebbe  “esclusivamente gli interessi della grande industria, a scapito sia dei cittadini che dei piccoli produttori“. Secondo Petrini alcune denominazioni di origine legate al territorio e con una tecnica produttiva tradizionale potrebbero essere tranquillamente imitate oltre Oceano senza essere passibili di alcuna sanzione.

LEGGI ANCHE -  Focus CETA, cos’è e cosa cambierà

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FEB
15
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Criminalità organizzata nell’agroalimentare: business da 16 miliardi

Criminalità organizzata nell’agroalimentare: business da 16 miliardi

Il recente arresto di alcuni esponenti della ‘ndrangheta che “operavano” nel mercato ortofrutticolo di Milano ha riportato sotto i riflettori l'annosa questione del controllo mafioso nei grandi centri agroalimentari italiani.

La ragnatela delle organizzazioni criminali ha avvolto questo comparto produttivo, stritolando gli operatori e gonfiando di anno in anno i propri introiti.
Associazione per delinquere di stampo mafioso, truffa, estorsione, usura, riciclaggio, contraffazione di marchi, illecita concorrenza e violenza,  secondo il Rapporto sui crimini agroalimentari elaborato da Eurispes in collaborazione con Coldiretti il business delle Agromafie nel nostro Paese ha superato i 16 miliardi di euro nel 2015. Una cifra spaventosa, come una manovra di bilancio dello Stato.

Le organizzazioni mafiose "non solo si appropriano di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma compromettono in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani e il valore del marchio Made in Italy”, si legge nel rapporto Eurispes.
Ma non è tutto: come denunciato dalla Coldiretti l'ortofrutta è sottopagata agli agricoltori su valori che non coprono neanche i costi di produzione, ma i prezzi moltiplicano fino al 300% dal campo alla tavola anche per effetto del controllo monopolistico dei mercati operato dalla malavita in certe realtà territoriali.

Quello economico è solo uno degli sfregi che le infiltrazioni mafiose assestano all'Italia. Le organizzazioni criminali nella filiera agroalimentare hanno un pericoloso impatto anche sulla salute dei cittadini, sull'ambiente e sull'intero processo di sviluppo culturale del Paese.

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FEB
13
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Il vino toscano nel mondo: i numeri di Buy-Wine 2017

Il vino toscano nel mondo: i numeri di Buy-Wine 2017

Si è conclusa a Firenze nel magnifico scenario della Fortezza da Basso Buy-Wine 2017, la più grande iniziativa commerciale sul vino toscano.

Questi alcuni numeri della settima edizione: 210 imprese e 191 buyer provenienti da 35 Paesi, in due giornate più di 5 mila incontri fra aziende e acquirenti.
I Paesi più interessati ai vini toscani si sono rivelati gli Stati Uniti, presenti con 29 buyer, il Canada con 28 e la Cina con 22. Grande attrattiva è stata dimostrata anche da Corea del Sud, Germania e Brasile presenti ognuno con otto compratori. Da segnalare il ritorno, dopo alcuni anni di assenza, anche degli operatori di Russia (con otto buyer), Kazakistan, Taiwan e Lituania. Per la prima volta presenti anche Israele, Marocco, Porto Rico e Arabia Saudita.

"BuyWine è il primo degli eventi inseriti nel piano promozionale 2017 della Regione Toscana che viene organizzato con la nostra collaborazione organica, nell'ambito di una cooperazione più ampia con il sistema camerale. E’ il segno tangibile di quanto sia matura, nelle istituzioni e negli operatori, l’idea che stare uniti ci rende più forti sul mercato globale. Ed è solo l’inizio: i prossimi eventi, sempre nell'ambito del vino, saranno il Prowein a Düsseldorf dal 19 al 21 marzo e Vinexpo a Bordeaux dall'8 al 21 giugno 2017", ha dichiarato il presidente di PromoFirenze Claudio Bianchi.

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FEB
02
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Latte e formaggi, come cambia l'etichetta in Italia

Prodotti caseari

Una buona notizia per i produttori caseari che da tempo si battono contro il falso made in Italy e una garanzia in più per i consumatori che potranno essere informati e consapevoli di scegliere i prodotti da acquistare.

A partire dal 19 aprile 2017 sarà in vigore l'indicazione obbligatoria in etichetta dell'origine per i prodotti lattiero caseari in Italia. Una piccola grande rivoluzione che troveremo sulle confezioni di prodotti come come latte, burro, yogurt, mozzarella e formaggi.

Come riportato dalla nota pubblicata sul sito del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali (MIPAAF) ecco cosa cambia nell' etichetta dei prodotti:

Il decreto - pubblicato in Gazzetta Ufficiale -  prevede che il latte o i suoi derivati dovranno avere obbligatoriamente indicata l'origine della materia prima in etichetta in maniera chiara, visibile e facilmente leggibile.

Le diciture utilizzate saranno:

  1. a) "Paese di mungitura: nome del Paese nel quale è stato munto il latte";
  2. b) "Paese di condizionamento o trasformazione: nome del Paese in cui il prodotto è stato condizionato o trasformato il latte".

Qualora il latte o il latte utilizzato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari, sia stato munto, confezionato e trasformato, nello stesso Paese, l'indicazione di origine può essere assolta con l'utilizzo di una sola dicitura: ad esempio "ORIGINE DEL LATTE: ITALIA".
Se le fasi di confezionamento e trasformazione avvengono nel territorio di più Paesi, diversi dall'Italia, possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture:

- latte di Paesi UE: se la mungitura avviene in uno o più Paesi europei;
- latte condizionato o trasformato in Paesi UE: se queste fasi avvengono in uno o più Paesi europei.

Se le operazioni avvengono al di fuori dell'Unione europea, verrà usata la dicitura "Paesi non UE".
Sono esclusi solo i prodotti Dop e Igp che hanno già disciplinari relativi anche all'origine e il latte fresco già tracciato.

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GEN
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Le masciare: Aglianico

aglianico_barbassano_ita_scheda_2014.pdf

 L'Aglianico è un vitigno antichissimo, probabilmente originario della Grecia e introdotto in Italia intorno al VII-VI secolo a.C.. Il nome originario (Elleanico o Ellenico) divenne Aglianico durante la dominazione aragonese nel corso del XV secolo.
I vini prodotti da uve Aglianico sono adatti ad un lungo invecchiamento, grazie all'acidità,

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NOV
14
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Mozzarella Dop: l’artigianalità campana che incontra il latte di bufala pontino

Mozzarella Dop: l’artigianalità campana che incontra il latte di bufala pontino

Una storia lunga quasi un secolo quella del Caseificio Paolella, tra i pochi nel Lazio a produrre mozzarella con latte 100% di bufala tanto da conquistare il marchio Dop. Da quattro generazioni il processo di trasformazione delle materie prime viene portato a termine con tecniche artigianali garantendo al consumatore finale un prodotto gustoso e genuino, identico a quello che mangiavano i suoi genitori e, ancora prima, i suoi nonni. E’ anche per questo se la mozzarella del Caseificio Paolella è una vera e propria tradizione per molte famiglie pontine, che la scelgono da anni e non la “tradiscono” neppure con i prodotti dei marchi campani. Sì perché oltre ad essere preparata esclusivamente con latte di bufala, è il latte stesso ad essere una garanzia in quanto derivante dagli allevamenti di Fondi e dell’Agro Pontino. Tutta la qualità della vera lavorazione campana dunque, che sposa la garanzia delle campagne incontaminate del Lazio, con i titolari che effettuano periodicamente ispezioni nelle fattorie e nei locali adibiti alla mungitura. I lavorati prodotti nel caseificio di via Pantanello ormai da tempo hanno varcato i confini della città di Fondi ed è possibili trovarli nei supermercati romani, di altre province laziali e presso alcuni rivenditori del Nord Italia dove le mozzarelle Paolella sono ormai una leggenda. «A distinguere i nostri prodotti credo sia proprio l’artigianalità – ha spiegato Daniele Paolella – le nostre ciliegine si riconoscono al primo boccone rispetto ai prodotti industriali. Non è un caso se, a 90 anni dall’apertura del primo stabilimento, lavoriamo ancora a mano le nostre mozzarelle». I prodotti rinomati del caseificio, in effetti, sono anche altri ma tutti condividono la caratteristica di essere realizzati con il vero latte di bufala pontina: c’è la ricotta, il caciocavallo, il formaggio fresco e, vero fiore all’occhiello della produzione, la burrata. «Quest’ultima – ha aggiunto ancora Paolella – si può dire che sia il nostro marchio distintivo. La burrata solitamente viene realizzata con latte vaccino, è così che i palati per così dire popolari sono abituati ad assaggiarla. Noi invece la produciamo con latte di bufala. Si tratta di un prodotto piuttosto raro, pochi lo conoscono, ma chi lo assaggia, lo ama e non può più farne a meno». I lavorati Paolella, pur non essendo prodotti in Campania, godono anche del marchio rilasciato dal Consorzio tutela mozzarella di bufala campana che, dal 1981, è l'unico organismo riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali per la tutela, la vigilanza, la valorizzazione e la promozione di questo straordinario formaggio del Centro-Sud Italia. Il marchio è rappresentativo di come, anche nel Lazio, le mozzarelle di bufala Dop vengano prodotte secondo le tecniche della più antica tradizione campana.

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NOV
14
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Carote e insalata, il dietro le quinte della “Forcina Marco & c.”

Carote e insalata, il dietro le quinte della “Forcina Marco & c.”

Versatili, né dolci né salate, gustose sia crude che cotte, ricche di vitamine, fibre e sali minerali ed incredibilmente ipocaloriche: la lista delle qualità delle carote potrebbe essere ancora lunghissima ma, va da sé, bisogna saper scegliere la confezione giusta. Sui banchi del supermercato le merci esposte sembrano tutte uguali ma dietro c’è un mondo di esperti che raccolgono, selezionano, confezionano e trasportano il prodotto. E a fare la differenza, come sempre, sono i dettagli. «Lavoriamo da oltre 60 anni nel complesso settore dell’agroalimentare all’ingrosso – ha spiegato Marco Forcina, general manager della “Forcina Marco & c. s.a.s.” con sede a Fondi – trattiamo diversi prodotti ma ci siamo specializzati nella carota divenuta il product core dell’azienda. Laviamo uno per uno gli ortaggi accuratamente selezionati da un nostro esperto e poi passiamo alla fase del packaging creando confezioni di 500 grammi oppure di 1, 5 o 10 chili a seconda delle esigenze del cliente. Prestiamo infatti la stessa attenzione tanto alla distribuzione all’ingrosso quanto al venditore al dettaglio». E se le carote sono forse il prodotto di punta, la “Forcina Marco & c. s.a.s” tratta anche una vasta gamma di insalate per soddisfare ogni tipo di gusto: lattuga, cappuccina, canasta, scarola (liscia e indivia) ma anche finocchi, radicchio (sia Trevigiano che di Chioggia) e sedano verde. «Il nostro punto di forza – ha aggiunto Gianpaolo Forcina marketing & communication manager dell’azienda che opera all’interno del Mof, il mercato agroalimentare di Fondi – sono sicuramente precisione, serietà, puntualità e massima qualità. C’è da dire che la nostra ditta è in possesso di tutta una serie di attestati fondamentali come il certificato di qualità dell’ UNI EN ISO 9001 e dell’ HACCP, indispensabile per la fornitura di consorzi e aziende affiliate con servizi pubblici». Pur vantando una lunga tradizione, la “Forcina Marco & c. s.a.s.” punta anche al futuro strizzando un occhio al marketing. «A breve saremo ancora più vicini ai nostri clienti – ha concluso Gianpaolo Forcina – stiamo infatti lavorando ad un sito internet dinamico con un apposito blog a disposizione di ogni singolo utente. Chiunque potrà dunque conoscere l’azienda, il personale, gli amministratori e persino i valori nutrizionali di ogni singolo prodotto».

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NOV
14
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Ortofrutticola Magliozzi, ecco come i veri fiori di zucca pontini raggiungono le tavole europee

Ortofrutticola Magliozzi, ecco come i veri fiori di zucca pontini raggiungono le tavole europee

Ricchi di virtù e proprietà benefiche, versatili in cucina ma purtroppo anche facilmente deteriorabili: i fiori di zucca sono tra i prodotti più difficili da commercializzare. A Fondi (LT), nel cuore dell’Agro Pontino, c’è però un’azienda che ha individuato, uno ad uno, tutti i segreti di queste straordinarie verdure, ricchissime di vitamine, calcio, fosforo, ferro e magnesio, ed è in grado di preservarne le straordinarie qualità, dalla raccolta alla tavola. Quindici anni di studi, ricerche e duro lavoro hanno infatti reso la famiglia Magliozzi, leader nella commercializzazione dei fiori di zucca, dal primo all’ultimo raccolti nell’Agro Pontino ma commercializzati in tutto il mondo. Come? Tramite un sistema di confezionamento in grado di allungare la vita dei prodotti, in gergo shelf life, fino a 10 giorni. «Abbiamo cominciato nel 2000 – racconta Stefano Magliozzi, titolare dell’azienda che porta il suo nome - raccogliendo i primi fiori a mazzi da piccoli produttori operanti nel mercato ortofrutticolo di Fondi per poi confezionarli manualmente. Il prodotto ci ha subito dato un ottimo riscontro e così ci siamo via via ingranditi fino a raggiungere veri e propri colossi della grande distribuzione organizzata come Conad. Le nostre carte vincenti credo siano state il dialogo ed il rapporto diretto con i produttori e la ricerca nelle tecniche di raccolta e di confezionamento». L’Ortofrutticola Magliozzi Srl commercia esclusivamente prodotti colti nell’Agro Pontino dove il clima e la fertilità della terra consentono di offrire al consumatore finale un fiore estremamente genuino. E se nel centro Italia si tratta di una caratteristica comune, fiori di zucca come quelli pontini sono invece estremamente rari sia al nord che all’estero. «La nostra sfida – prosegue Magliozzi – è stata quella di riuscire a portare su tavole distanti migliaia di chilometri dalle nostre, prodotti esattamente uguali a quelli che siamo abituati a mangiare qui, dove i campi e le serre coltivate a zucchine sono oltremodo abbondanti. Un obiettivo scontato quando si lavora con cibi non deteriorabili ma complesso quando si tratta di fiori di zucca, la cui shelf life, fino a qualche anno fa, era di pochissimi giorni». Oggi l’ortofrutticola Magliozzi, a seguito di importanti investimenti tecnologici, riesce a preparare più di 100 vassoi al minuto grazie a due linee di confezionamento di ultima generazione che riforniscono mercati esteri e italiani. A Berlino come a Parigi, a Milano come a Londra è possibile acquistare, e quindi gustare, la freschezza dei fiori di zucca 100% pontini, coltivati su un’area di oltre 100 ettari da più di 60 produttori. Il nostro prossimo obbiettivo conclude Stefano Magliozzi, estendere il consumo di fiori di zucca in America e nei paesi dell'Est.

 

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NOV
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Destagionalizzazione, qualità e prodotti di nicchia: il segreto dell’Ortofrutticola Rosati

Destagionalizzazione, qualità e prodotti di nicchia: il segreto dell’Ortofrutticola Rosati

L’esperienza maturata nei venti anni d’oro del Mof è stata preziosa per Maurizio Rosati che, nel 2010, ha deciso di mettersi in proprio per dare vita ad una azienda capace di sfruttare a pieno gli insegnamenti acquisiti nel corso di un lunghissimo apprendistato. Un’azienda in grado di fare la differenza soddisfacendo le richieste di una miriade di dettaglianti, esigenti e attentissimi ai particolari. E così è stato: in pochissimo tempo l’ Ortofrutticola Rosati è infatti riuscita a conquistare uno standard qualitativo elevatissimo perseguendo, al contempo, l’obiettivo altrettanto ambizioso della completa destagionalizzazione dell’offerta. Come? «Uno dei segreti - svela Rosati - è sicuramente il contatto diretto con il produttore per fare in modo che, anche la merce di importazione, sia fresca e genuina come quella dei coltivatori locali. Naturalmente – aggiunge – non ci si può rivolgere all’Agro Pontino 365 giorni all’anno, è per questo che è molto importante individuare e fidelizzare produttori in altre terre fertili d’Italia e d’Europa». Per l’Ortofrutticola Rosati, azienda sita all’interno del Mercato Ortofrutticolo di Fondi (LT), i luoghi di produzione di riferimento sono soprattutto due: la Sicilia, con le sue ampie, fertili e sempre miti pianure e la Spagna, con il suo straordinario e rifornitissimo mercato di Barcellona. «La nostra specializzazione, prosegue Rosati, sono sicuramente gli ortaggi, in particolare pomodori, zucchine, melanzane e carciofi. E se la stagione dalle nostre parti non permette, ce li procuriamo altrove. Stessa strategia per altri prodotti che in Italia si trovano soltanto in determinati mesi dell’anno come le castagne, la frutta secca, le olive o i fagioli corallo, che però ci vengono richiesti per periodi più lunghi». Gli ortaggi, vero e proprio cavallo di battaglia, fanno parte del lavoro ordinario, ma c’è un altro settore di nicchia di cui l’azienda va particolarmente fiera. «Poiché lavoriamo molto con la Sicilia – spiega Maurizio Rosati – nel tempo abbiamo sviluppato un rapporto privilegiato con i produttori dei comuni di Vittoria e Pachino. Il marchio e le condizioni climatiche di queste località all’estremo sud della Sicilia sono una garanzia. Importiamo in particolar modo il pomodoro “Pachino” e ” Costoluto ”.Naturalmente si tratta di prodotti di nicchia che per noi è una sorta di marchio distintivo al quale dedichiamo particolare cura. Questo tipo di fornitura richiede sforzi economici maggiori ma noi riteniamo sia un tratto distintivo rispetto ad altre aziende.

 

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NOV
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Fruit Service, la qualità a domicilio in tempi da record

Fruit Service, la qualità a domicilio in tempi da record

Tanto lavoro e poco tempo per la spesa? Ad avere questo problema non sono soltanto le giovani coppie in carriera ma anche tante attività di ristorazione che necessitano ingredienti diversi spesso non facili da trovare. Ma non solo: supermercati, aziende di catering, camping e persino case di riposo sono costrette a fronteggiarsi ogni giorno con le stesse difficoltà. A tutte queste realtà si rivolge la Fruit Service Srl, azienda pioniera nel settore della consegna e della distribuzione di prodotti ortofrutticoli a domicilio. La ditta, nata a Fondi ormai sei anni fa dalle esigenze banali quanto impellenti di molti, è presto cresciuta ben oltre i confini della provincia di Latina raggiungendo città lontane migliaia di chilometri come Londra. Se in Italia procurarsi dieci diverse varietà di frutta e verdura può essere soltanto una questione di tempo, all’estero è infatti soprattutto la qualità a fare la differenza. E allora come si fa a trovare una carota più lunga di 15 centimetri nel Regno Unito oppure un pomodoro che, non solo nelle apparenze ma anche nel gusto, sia degno di essere chiamato tale? Si compila il proprio ordine sul sito fruitservicefondi.it e si attende l’arrivo del pacco. «La velocità di consegna è molto importante – spiega Valerio Sepe, titolare di questa singolare quanto innovativa azienda – e noi riusciamo a soddisfare le richieste in meno di 24 ore. Anche la qualità però è un elemento fondamentale, i nostri clienti ci apprezzano infatti perché riusciamo a far recapitare prodotti eccellenti in tempi celerissimi». Standard di tempo e qualità, quelli garantiti dall’azienda di via Pantanello (Fondi – LT), che non si riducono neppure quanto la richiesta è più complessa. Che si tratti di frutta esotica o secca, di prodotti fuori stagione o di ortaggi facilmente deteriorabili, Fruit Service sa sempre a chi rivolgersi per individuare, imballare e spedire la merce in tempi da record. Un ibrido tra e-commerce e compravendita tradizionale impensabile fino a qualche anno fa, esploso con il web e con la globalizzazione, che ha cambiato e velocizzato l’attività di centinaia di imprese. «Basta una telefonata – prosegue Sepe – o, soluzione assai più comoda e veloce, basta fare una vera e propria lista della spesa sul nostro sito, ed un équipe di esperti elabora l’ordine esaudendo ogni richiesta nel giro di pochissimo tempo. In zona siamo stati senz’altro antesignani in questo tipo di attività, oggi ce ne sono diversi, ma a fare la differenza, come sempre, è la qualità del servizio. Il nostro sistema di distribuzione inoltre garantisce la conservazione dei prodotti ordinati e prezzi competitivi, offrendo come valore aggiunto la consegna a domicilio». Il 16 novembre del 2015 la Fruit Service ha spento sette candeline, soddisfatta di essere cresciuta quanto e più delle aspettative, non solo in termini di numeri ma anche di gradimento da parte dei clienti.

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Marrocco & Fabrizio: da 60 anni leader nel commercio di ortaggi, agrumi e uva

Marrocco & Fabrizio: da 60 anni leader nel commercio di ortaggi, agrumi e uva

Il primo punto di approvvigionamento è la Sicilia ma la Spagna e l’Agro Pontino completano l’offerta per i restanti mesi dell’anno: è così che la Marrocco & Fabrizio Sas, azienda leader nel settore degli agrumi e degli ortaggi, ha conquistato negli anni il suo buon nome. L’attività, che si tramanda di familiare in familiare da tre generazioni, è ormai un punto di riferimento per i piccoli e medi commercianti di mezza Italia e, con l’apertura di un nuovo punto vendita in Sicilia, anche del meridione. Sono infatti due attualmente le sedi della Marrocco & Fabrizio Sas, una storica all’interno del Mof (Fondi – LT), e una recentemente inaugurata a Palagiano, nel golfo di Taranto. «Quest’ultimo per noi rappresenta un punto strategico - spiega Marco Fabrizio, addetto all’acquisto degli agrumi - in quanto i nostri punti di approvvigionamento sono in gran parte nel meridione. Questa sede ci consente di avere un rapporto diretto con i coltivatori, di saltare dei passaggi e di inviare direttamente la merce ai clienti in tempi da record e con standard qualitativi più elevati rispetto alla media». Luciano Marrocco gestisce invece il lavoro al mercato di Fondi ed è addetto soprattutto alla vendita dei prodotti locali: «Da qualche anno – precisa lo stesso – abbiamo cominciato ad introdurre prodotti coltivati nelle campagne dell’Agro Pontino, in particolare Terracina e Sabaudia, così da completare la nostra offerta e garantire al cliente gli stessi prodotti più a lungo. Poi, naturalmente, c’è la Spagna dalla quale importiamo soprattutto clementine. Puntiamo molto sul Made in Italy e, all’occorrenza, ci rivolgiamo ad un mercato molto simile al nostro quale di fatto è la Spagna per garantire ai nostri clienti un servizio costante». E se si chiede a Marrocco e Fabrizio qual è il prodotto cosiddetto da vetrina dell’azienda, entrambi rispondono che non ce n’é uno in particolare perché ad ortaggi, uva e agrumi vengono dedicate le stesse cure e attenzioni nella ricerca del produttore migliore, nel trasporto e, soprattutto, nella selezione. Anni di esperienza consentono all’azienda di offrire gli stessi standard qualitativi su un’incredibile varietà di prodotti: la Marrocco & Fabrizio acquista e rivende (a commercianti piccoli, medi e grandi) melanzane tonde e lunghe, zucchine, pomodori (diverse varietà tra le quali ciliegino e datterino), zucchine, agrumi e uva (Itali e Vittoria). «Da qualche tempo – spiegano ancora Marrocco e Fabrizio – abbiamo allargato il nostro giro di acquirenti e siamo arrivati anche all’estero, in particolare in Inghilterra e Germania. Per il momento si tratta di una piccola percentuale del fatturato totale ma per il futuro contiamo di investire ulteriormente sull’esportazione del Made in Italy».

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Limoni “La Costiera”: il fior fiore del Made in Italy conquista il mondo

Limoni “La Costiera”: il fior fiore del Made in Italy conquista il mondo

E’ anche grazie a “La Costiera” se tutto il profumo, l’aroma ed il sapore delle terre sorrentine hanno potuto conquistare il mondo. Una vera e propria tradizione quella dei limoni per la famiglia Vinaccia che negli anni Sessanta ha dato vita ad un’azienda destinata ad esportare all’estero uno degli elementi principali della cultura, della cucina e dell’alimentazione mediterranea. Nel 1997, quando per questioni logistiche si è deciso di trasferire la sede di Sorrento prima al Mof e poi nella zona industriale della città di Fondi (LT), “La Costiera” era già un punto di riferimento a livello internazionale per la produzione, la lavorazione e la vendita all’ingrosso di agrumi, in particolare limoni. E non conosce crisi l’azienda fondata da Ferdinando Vinaccia che, a fronte di una recessione globale, continua ad evolversi, a sperimentare nuove soluzioni, interpretando le mode alimentari e le richieste del mercato.

Il limone biologico - E’ il caso dell’ultimo prodotto lanciato, il limone 100% biologico, prodotto in Sicilia e tra i pochi al mondo ad avere questa certificazione, conquistata da “La Costiera” nel novembre del 2015. «Il limone biologico rappresenta un motivo di grande orgoglio per l’azienda – spiega Valentina Sanna, responsabile dei trasporti internazionali e dei contatti con l’estero – ci siamo dedicati a lungo a questo progetto e finalmente sta spiccando il volo. Certo in Italia la cultura del biologico è entrata nella quotidianità delle famiglie già da tempo, c’è molta attenzione verso il mangiare sano e la salute in generale. Il nostro obiettivo è quello di trasmettere questi valori anche all’estero. Il limone biologico, prodotto in Sicilia senza cera e senza pesticidi, è facilmente riconoscibile grazie ad un suo imballaggio personalizzato e ci sta dando già grandi soddisfazioni». Insomma, l’obiettivo dell’azienda è quello di esportare all’estero, proprio come negli anni passati è stato fatto con i limoni di Sorrento e con tutti gli altri agrumi de “La Costiera”, anche questi nuovi prodotti non trattati.

Limoni di Sorrento e agrumi in generale - Il biologico, ad ogni modo, è soltanto il fiore all’occhiello di un’azienda che vende in tutto il mondo altre sei varietà di limoni, tutte certificate, tra cui il celeberrimo limone di Sorrento, cedri, tre varietà di arance (Tarocco, Ovale, Valencia) e il Bergamotto. «I nostri principali interlocutori commerciali – aggiunge Valentina Sanna - sono italiani, dove c’è una vera e propria cultura degli agrumi ma vendiamo all’estero una considerevole parte della nostra produzione. I Paesi da cui ci arriva una maggiore richiesta sono senz’altro Inghilterra, Olanda, Svizzera, Stati Uniti, Germania ed Emirati Arabi Uniti». A spiegare l’importanza dei luoghi di produzione e la cura che viene dedicata ad ogni prodotto è il fondatore nonché amministratore dell’azienda Ferdinando Vinaccia: una vita dedicata agli agrumi e l’inesauribile carica energetica di chi ha fatto della sua passione una realtà di successo. «Ad ogni microclima corrisponde un prodotto diverso – spiega Vinaccia – i limoni di Sorrento, naturalmente, provengono tutti dall’omonima costiera, come del resto il cedro. In Calabria, ed in particolare nella zona jonica costiera, produciamo invece il Bergamotto mentre dalla Sicilia arrivano i limoni Primo Fiore, Bianchetto e Verdello. Le correnti mediterranee, il clima, la temperatura, tutto influisce sul prodotto finale che per essere eccellente come siamo abituati a produrlo e a venderlo deve nascere e crescere in un certo luogo ed in un determinato periodo dell’anno».

Il Made in Italy secondo “La Costiera” - La grande conquista della famiglia Vinaccia non è soltanto quella di aver conquistato i mercati internazionali ma anche quella di aver veicolato una vera e propria cultura del limone con chef ed esperti della cucina mediterranea che scelgono i prodotti de “La Costiera” per sperimentare e lanciare ricette sempre nuove. E non è solo di limoncello o di piatti tipici sorrentini che stiamo parlando, ma anche di primi, secondi e dolci che grazie all’estro dello chef Tiziano Muccitelli hanno conquistato i palati di tutto il mondo facendo la loro comparsa su blog rinomati e riviste a diffusione nazionale. Insomma, un metodo tradizionale ma efficace di veicolare nel mondo il fior fiore del Made in Italy: mangiare sano e con gusto.  

 

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Dall’arancia allo zenzero: ecco come la Italfrutta Di Manno importa ed esporta qualunque varietà di ortofrutta in tutto il mondo

Dall’arancia allo zenzero: ecco come la Italfrutta Di Manno importa ed esporta qualunque varietà di ortofrutta in tutto il mondo

Frutta e verdura dalla a alla zeta, 60 dipendenti, 30 anni di esperienza, importazioni ed esportazioni da e per tutto il mondo fanno della “Italfrutta Di Manno” un’azienda leader nel settore ortofrutticolo. Nata nel 1976 dalla determinazione dei fratelli Salvatore, Primo e Secondo, la società con sede in via Diversivo Acquachiara (Fondi – LT) è velocemente cresciuta, nei fatturati come nella rete di clienti. Nel 1984, anno in cui la “Fratelli Di Manno” ha mutato assetto e denominazione divenendo la “Italfrutta di Manno Srl”, l’azienda era già conosciuta ben oltre i confini nazionali. Oggi ad ereditare con altrettanta dedizione e spirito di sacrificio la società, sono i sei figli dei tre amministratori pionieri grazie ai quali la società ha conquistato un ruolo importante nella compravendita internazionale di ortofrutta. «E’ probabilmente la capacità dell’intera squadra di saper accontentare una clientela sempre più esigente e consapevole – raccontano i cugini Di Manno – il valore aggiunto della nostra azienda, da tempo un saldo punto di riferimento nel mondo dell’ortofrutta, ben oltre i confini nazionali e senza esclusione di settori».

Ortofrutta e prodotti siciliani - «Commerciamo all’ingrosso qualunque varietà di frutta e verdura – aggiungono gli stessi - in particolare i pregiatissimi prodotti siciliani; in 30 anni di esperienza, 40 se si considera anche la prima azienda, abbiamo inoltre sviluppato una rete di fornitori tale da poter garantire ad i nostri clienti la completa destagionalizzazione dell’ortofrutta e la fornitura di qualunque articolo esistente». Insomma, se la stagione lo permette, frutta e ortaggi arrivano dalle fertili campagne italiane, altrimenti lo stesso articolo viene coltivato e acquistato nel Paese in cui il clima è ottimale in quel determinato momento. In Sud America come in Africa, in nuova Zelanda come in Cile: ogni prodotto viene sottoposto agli stessi rigidi controlli, importato ed infine stoccato in celle frigorifere all’avanguardia che consentono di garantire ingenti quantitativi di merce pronta alla consegna. Una rete organizzativa mastodontica quella della “Italfrutta Di Manno”, volta a servire una rete altrettanto ricca di clienti, abituati ormai da anni ad elevatissimi standard qualitativi, a formulare richieste a carattere industriale e ad ottenerle in temi celeri.

Kiwi – Sodi, contraddistinti da una polpa verde smeraldo, gustosi e profumatissimi: i kiwi di Latina sono ormai ricercati in tutto il mondo. E se per i consumatori della zona fanno parte della quotidianità, altrove questi frutti sono una vera e propria rarità in quanto coltivati esclusivamente nell’Agro Pontino. La “Italfrutta Di Manno” ha fatto del kiwi, vera e propria eccellenza locale, uno dei suoi cavalli di battaglia esportandone quantità industriali in tutto il mondo: Stati Uniti, Canada, Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti sono sempre più numerose le nazioni che si rivolgono alla società fondana per importare gli ormai celeberrimi kiwi che, grazie alla professionalità della “Italfrutta Di Manno”, stanno facendo conoscere il marchio pontino “Kiwi fruit” in tutto il pianeta. «Abbiamo una nostra produzione – raccontano ancora gli amministratori – ma acquistiamo la merce che non riusciamo a produrre anche da altre aziende agricole che rispettano in tutto e per tutto le peculiarità del kiwi e con le quali abbiamo rapporti diretti e costanti. La coltivazione, ad ogni modo, è soltanto una delle fasi, la prima, noi seguiamo con la stessa cura anche tutte le altre ovvero lo stoccaggio e la conservazione affinché il prodotto arrivi al consumatore come se fosse stato appena colto».

Esotico e frutta secca - L’espressione frutta dalla a alla z, naturalmente, comprende anche lo sterminato settore dell’esotico e la frutta secca, ritenuti mercati di nicchia in cui sono solite lavorare aziende specializzate. «L’organizzazione della nostra società – spiegano al proposito gli attuali amministratori - ci permette di gestire in maniera ottimale anche settori più complessi come l’esotico o la frutta secca. Commerciamo una vasta gamma di articoli tra i quali zenzero, papaya e mango. All’esotico, anche se ormai si tratta di prodotti diffusi quanto la frutta a nocciolo, appartengono anche l’ananas e la banana che importiamo da vari Paesi ed in particolare dalla Costa Rica, intrattenendo rapporti diretti con i produttori locali». La maturazione delle banana peraltro è considerata dagli addetti al mestiere una vera e propria eccellenza della “Italfrutta Di Manno” che, per mezzo di dieci celle a controllo atmosferico, riesce a raggiungere la perfetta maturazione dei frutti ovviando le inevitabili conseguenze che deriverebbero dal trasportare, da una parte all’altra del mondo, prodotti già pronti alla vendita. «Per quanto riguarda la frutta secca – concludono - si tratta di un mercato altrettanto sviluppato. In questo settore uno dei prodotti che lavoriamo di più sono le noci California, prodotte, trasportate e consegnate in tempi da record».

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Da aglio e legumi a etnico ed esotico: il commercio ortofrutticolo secondo la “Legumi Fondi Spa”

Da aglio e legumi a etnico ed esotico: il commercio ortofrutticolo secondo la “Legumi Fondi Spa”

«Soltanto nel 2015 l’acquisto di prodotti etnici è aumentato del 18% rispetto allo scorso anno, un vero e proprio record in una situazione di consumi alimentari sostanzialmente stagnanti». Dati che la Coldiretti ha pubblicato soltanto all’inizio del 2016 ma che la “Legumi Fondi Spa” ha intuito già da oltre un ventennio. L’azienda, nata nella cittadina pontina con la vendita di aglio secco e legumi, si è infatti velocemente evoluta incentrando la sua attività soprattutto su cibi etnici, frutta esotica, spezie e diversi altri prodotti di importazione estera tra cui riso, olio e farine, bevande. Il motivo? Rispondere alle nuove richieste di mercato, alimentate dalla crescente presenza di stranieri in Italia che desiderano continuare a mangiare i sapori delle proprie terre. E’ anche per questo che la sede commerciale della “Legumi Fondi Spa” è stata trasferita dal 1993 a Setteville di Guidonia (Rm), così da poter rifornire più facilmente i mercati della Capitale. Giuseppe Del Prete, titolare e amministratore dell’azienda, non ha però dimenticato la sua città d’origine, dove continua a risiedere la sede legale (via San Paolino da Nola, 11, Fondi – LT) né la sua famiglia dalla quale ha ereditato una lunghissima esperienza nel commercio dell’ortofrutta. «Grazie a questa svolta intuita quando la richiesta dell’esotico e dei prodotti etnici non era ancora così forte – racconta Giuseppe Del Prete – abbiamo avviato una solida attività. Oggi tra autisti, magazzinieri e impiegati l’azienda conta 12 dipendenti e riforniamo circa il 50% delle ditte del mercato di Roma. Abbiamo inoltre sviluppato un efficiente e veloce servizio di consegna a domicilio nel Lazio grazie a cinque camion di proprietà. Sono sempre più numerose le attività al dettaglio, i ristoranti e mense che per tutti questi motivi si rivolgono a alla nostra azienda.

Aglio e legumi – Nonostante il commercio dell’azienda si sia notevolmente differenziato ed evoluto, aglio e legumi continuano ad essere due dei prodotti più venduti. «L’Italia – spiega Del Prete – non riesce a coprire il fabbisogno nazionale di aglio per cui, quando non troviamo più merce nel nostro Paese, in particolare nella zona di Sulmona, in Abruzzo, o in diverse località pugliesi, e Campane, lo importiamo dall’estero, soprattutto dalla Spagna le cui condizioni climatiche sono ideali per la coltivazione di questa pianta. Poi rivendiamo i prodotti acquistati nel centro Italia, dove siamo un vero e proprio punto di riferimento sia per l’aglio secco che per l’aglio fresco. Occasionalmente acquistiamo aglio in arrivo dalla Cina o dall’Argentina (anche perché importare da questi paesi extracomunitari è più difficoltoso a livello burocratico) la cui qualità è comunque eccelsa. I legumi invece sono un tipo di commercio sempreverde, dall’apertura ad oggi ci vengono continuamente richiesti e noi abbiamo sempre assicurato altissimi standard qualitativi: dai legumi più comuni come il Borlotto, o il Cannellino, molto conosciuti in Italia, alle diverse qualità di soia gialla, rossa e verde consumati soprattutto dagli asiatici .

Frutta esotica, spezie e riso – Con la moltiplicazione in Italia, ed in particolare nella capitale, di comunità estere, è diventata sempre più urgente la necessità di importare prodotti richiestissimi dagli stranieri come lo zenzero, il platano, la cassava, l’eddos, il cuscus, le chayote, le patate dolci, il mango, l’avocado e non solo. Il platano, conosciuto anche come banana verde, viene per esempio consumato fritto ed in Italia è piuttosto raro da trovare. «Lo zenzero invece – spiega ancora Del Prete - sia fresco che sotto forma di spezia è stato uno dei primi prodotti etnici a prendere piede nella cucina italiana, anche per via delle sue molteplici proprietà benefiche e curative, motivo per cui lo importiamo in quantità sempre maggiori. Così come mango, papaya e avocado, pur essendo molto richiesti dagli stranieri, sono ormai entrati anche nelle abitudini alimentari degli italiani. Un discorso a sé vale invece per la noce di cocco, un frutto esotico molto amato a livello internazionale». Tutt’altra storia infine per quanto riguarda la cassava, altrimenti detta yuca o manioca (Manihot esculenta) ovvero un arbusto originario dell’America centro-meridionale che appartiene alla famiglia delle Euforbiacee e viene coltivato nelle zone tropicali. Siamo inoltre distributori di una vasta gamma di riso nazionali ed estero, da quello integrale o originario a quelli aromatici orientali».

Frutta secca e disidratata – Un settore particolarmente interessante che abbiamo intrapreso da qualche anno è quello della frutta secca: noci, nocciole, pistacchi,mandorle e molte varietà di frutta disidratata. “Negli ultimi anni – spiega al proposito Nucis Italia – la frutta secca ha modificato il suo vissuto presso il consumatore italiano: da prodotto alto calorico e con una connotazione prettamente natalizia è transitato verso una categoria salutistica. Questa metamorfosi è stata possibile grazie ai numerosi studi clinici realizzati a livello mondiale che hanno rivelato i numerosi benefici per la salute dei semi oleosi (cioè noci, nocciole, mandorle, pinoli, etc…) e della frutta disidratata morbida (soprattutto se consumata nella giusta dose, ovvero circa 30/40g al giorno)». I prodotti appena elencati, naturalmente, sono soltanto una parte della vasta gamma di articoli etnici ed esotici che tra frutta, spezie, riso, olio e farine sono di gran lunga più numerosi di quanto si potrebbe pensare. «Il nostro valore aggiunto – conclude Del Prete – credo che sia non solo la capacità di reperire in tempi celeri prodotti rari e qualitativamente eccellenti, ma anche il nostro servizio di consegna a domicilio che risolve alle attività moltissime difficoltà logistiche».

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Carnevale da mangiare, le ricette dei grandi classici

 

Non tutti amano mascherarsi o vedere i propri figli ricoperti di schiuma ma quando si tratta di mangiare il carnevale mette d’accordo grandi e piccini. Del resto, ogni festa ha le sue tradizioni e finiti gli ultimi rimasugli di torroni, pandori e panettoni, bisogna pensare ad una nuova golosa merenda. Dai grandi classici alle ricette più innovative e curiose, ecco qualche specialità da preparare in vista del martedì grasso:

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Meloni Sugar, quando scegliere il frutto migliore è questione di marchio

Trascorrere ore e ore al supermercato davanti al banco dei meloni, annusando e toccando decine di frutti senza venirne mai a capo. Sono finiti questi tempi da quando la Strafrutta, azienda ortofrutticola all’ingrosso con sede a Fondi (LT), ha lanciato i meloni Sugar. Non c’è più bisogno di chiedere aiuto al fruttivendolo di turno o di documentarsi su internet su come individuare nel mucchio i migliori perché a selezionare i prodotti, ancora prima della commercializzazione, è un infallibile macchinario.

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